sito conDiviso – VALERIO ZANOTTI


SABBIA POTABILE

Signor Presidente, signori della Corte

Queste sono fotografie, vostro onore. Che il fotografo ha scattato non coscientemente, non era lì, o meglio la sua mente non era lì. I fotografi fotografano e si cibano delle loro immagini. Valerio Zanotti ha fotografato questi luoghi. Ha fotografato la sabbia. E lo ha fatto nella sua città, Rimini. Nel modo prescritto dalla fede fotografica a cui appartiene. Ora, signori potete anche trovarlo bizzarro. Certo, questa non è una pratica fotografica molto usata. Non è una cosa diffusa come può essere  un ritratto o un selfie. Non è diffusa come la credenza che il vino si trasformi in sangue, per esempio. Certe persone maneggiano serpenti velenosi come prova della loro fede. Altri camminano sul fuoco. Valerio Zanotti ha fotografato i disegni che la natura lascia sulla sabbia. E lo ha fatto in osservanza dei suoi principi fotografici. Vostro onore, in questa causa non si discute il possedere una macchina fotografica, di far foto al cibo , o di autorizzare i selfie. Sarebbe il caso che questa corte si occupasse del diritto di fotografare ciò che si vuole e nel modo in cui uno crede più giusto, al di là delle regole dell’inquadratura , della regola dei terzi, della sezione aurea, del soggetto oggetto, e di tutte quelle seghe mentali che non ci lasciano liberi, di fotografare lo stupore che abbiamo d’innanzi  ai disegni che il vento lascia sulla sabbia, prima che spariscano… Sabbia Potabile.