sito conDiviso – MARIA EVGENIDU


“Mi prenderò cura di te” parla dell’incontro con una vecchia fotocamera analogica difettosa trovata ad un mercatino dell’antiquariato. All’apparenza la fotocamera sembrava perfettamente funzionante ma, dopo aver visionato i risultati dei primi due rullini, era evidente che di “perfetto” non ci fosse proprio nulla. Un tripudio di incredibili, strane e meravigliose imperfezioni esplodeva in ogni singola immagine. E così scoprii che una delle lenti centrali era in frantumi. In un mondo che tutto divora, tutto consuma e poi getta via l’incontro con questa fotocamera, le immagini che mi ha restituito in dono mi hanno fatto capire che grande bellezza possono offrirci molte delle cose che consideriamo difettose, inutili, inutilizzabili.

“Mi prenderò cura di te” 

Tra la polvere 
Ti ho trovata 
Vetro rotto 
Nessuna lacrima versata 
Occhi appannati 
Da quanto tempo nessuno ti ha più toccata? 
Ma ora io ti ho trovata 
Rotta ti ho trovata 
Rotta ti ho amata 
Mi prenderò cura di te 
Con la potenza di un sussurro 
La tua polvere ho scalfito 

Grazie 
Grazie di avermi toccata 
È il tocco 
La cura 
È nel tuo tocco 
Che io rivivo rotta 
E coi miei occhi appannati 
E il mio cuore infranto 
Il mondo disegno 
I sogni realizzo 
Svuoto cassetti 
Riempio incertezze 
Attenuo dolori 
Addolcisco suoni 
E universi 
Dischiudo 
Al tuo tocco che cura 
Anche l’animo più rotto 
Cuore di vetro infranto 
Tra le tue mani 
È Dono 
E così 
Solo per te 
Io vivo 
Rotta 

Grazie di credere in me 
Io… 
Mi prenderò cura di te